Il transessuale Andro-Ginoide

Ricorrendo alla distinzione tra transessualismo primario e secondario, nella pratica clinica si possono riscontrare due forme di transessuali Andro-Ginoidi (o Male-to-Female), che differiscono per età di esordio, decorso e d esiti del disturbo.

Il transessuale andro-ginoide con transessualismo primario già dai primi anni di vita si ritiene appartenente al sesso opposto. Tale convinzione diviene più evidente nell'adolescenza quando l'atteggiamento diviene effeminato e cresce l'attrazione per i coetanei di sesso maschile. Da adulti, questi soggetti sono completamente assorbiti dal desiderio di vivere, comportarsi, adottare completamente il ruolo dell'altro sesso. Questa scelta spesso comporta ripercussioni in ambito lavorativo, sociale e sessuale. L'attività sessuale risulta, infatti, fortemente compromessa da una riduzione del desiderio e dal totale rifiuto della vista e del contatto con i propri genitali. Le fantasie erotiche sono tutte rivolte verso il sesso maschile. L'intervento chirurgico per la riattribuzione dei caratteri sessuali risulta essere molto efficace in questa categoria di pazienti.

Il transessuale andro-ginoide con transessualismo secondario, può presentare un passato di travestitismo, di ambiguità sessuale con attrazione per entrambi i sessi o di disturbi di personalità. Il disturbo in questi casi risulta meno definito, di solito ha un'insorgenza tardiva e molto frequentemente esiste un'altra problematica di fondo che andrebbe indagata. Nella maggior parte dei casi questi pazienti non beneficiano dell'intervento chirurgico di riconversione di genere.

La chirurgia rappresenta il momento conclusivo del percorso di adeguamento di genere. La chirurgia nel transessualismo andro-ginoide non si limita alla ricostruzione dei genitali esterni ma si estende alla modifica dei caratteri sessuali secondari. Questi pazienti, infatti, possono sottoporsi a interventi di mastoplastica additiva laddove la terapia ormonale non abbia dato i risultati sperati o effettuare interventi di chirurgia laringea per ottenere l'elevazione dell'altezza tonale della voce. La trasformazione dei genitali esterni maschili in caratteri femminili nel transessuale andro-ginoide (riattribuzione chirurgica di sesso - RCS) può essere ottenuta attraverso tre tecniche chirurgiche:

  • inversione semplice di cute peniena: rappresenta il primo intervento utilizzato per la conversione andro-ginoide e di cui si ha la più ampia esperienza. Consiste nell'utilizzare la cute del cilindro penieno, svuotato dai corpi cavernosi, per costruire la neocavità vaginale. Il glande del pene con la sua vascolarizzazione ed innervazione viene conservato e posizionato sul fondo della cavità neoformata, così da permettere la preservazione della sensibilità. La degenza media di tale intervento è all'incirca di 15 giorni salvo complicazioni, ma la paziente dovrà utilizzare un tutore vaginale per almeno sei mesi per preservare la cavità neoformata. Questo tipo di intervento permette di ottenere ottimi risultati estetici e una buona sensibilità. Il principale problema è rappresentato dalla profondità del canale vaginale che può risultare ridotta in relazione alle dimensioni del pene.
  • flap peno-scrotale: l'intervento consiste nel creare la neovagina utilizzando il tessuto cutaneo del pene e dello scroto suturati assieme, dopo la rimozione dei corpi cavernosi e dei testicoli. Il glande del pene viene, in questa tecnica, utilizzato per confezionare un neo-clitoride dotato di sensibilità. La degenza è pressoché sovrapponibile all'intervento sopra descritto ed anche in questo caso l'uso del tutore vaginale è indispensabile per il mantenimento della cavità neoformata. L'aspetto estetico della vagina con questo tipo di intervento appare in genere meno fisiologico rispetto al precedente, tuttavia la presenza del clitoride e la possibilità di ottenere una cavità vaginale più profonda, rendono spesso più gradita alle pazienti questa tecnica chirurgica.
  • enterovaginoplastica: consiste nella formazione della neovagina partendo da un segmento intestinale (di solito l'ileo o il sigma). È un intervento di difficile esecuzione, con un alto tasso di complicanze e con una lunga degenza. Viene utilizzato come intervento di prima istanza solo quando la paziente presenta una marcata ipoplasia dei genitali esterni o come intervento di seconda istanza in caso di fallimento delle tecniche precedentemente descritte.

Indipendentemente dal tipo di tecnica utilizzata, i soggetti transessuali spesso devono ricorrere ad una o più revisioni chirurgiche della neovagina, allo scopo migliorarne quanto più possibile l'estetica e la funzionalità.

In ogni caso, la chirurgia di riconversione androginoide, sebbene abbastanza ben codificata, presenta differenze tecniche significative da un operatore all'altro e la gestione del decorso post-operatorio è importante almeno quanto l'intervento stesso. È importante eseguire questa chirurgia solo in ambienti specializzati, dove il bagaglio di conoscenze dell'équipe possa far fronte, sempre nel rispetto nel rispetto di alcuni principi fondamentali di anatomia chirurgica e funzionale, alle esigenze ed alle caratteristiche del singolo paziente.

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27/09/2007

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