Disturbi del desiderio sessuale
Legenda
- Definizione
- Diagnosi
- Terapia
1. Definizione
L'ipogonadismo rappresenta una condizione clinica caratterizzata da bassi livelli
di testosterone (< 200 ng/dL) che si associano ad alcuni sintomi e segni caratteristici:
- Calo della libido
- Disfunzione erettile
- Difficoltà a raggiungere l'orgasmo
- Ridotta sensibilità peniena
- Ridotta energia, senso di vitalità, senso di benessere
- Affaticamento
- Umore depresso
- Alterazioni della sfera cognitiva
- Riduzione della massa e della forza muscolare
- Riduzione della densità ossea
- Anemia
I primi sintomi caratteristici di una sindrome da deficit androgenico sono le modifiche
della sessualità, quali il calo del desiderio e una riduzione della qualità
della funzione erettile, in particolare di quella notturna.
Molto spesso si associano modifiche dell'umore con alterazioni cognitive quali una
riduzione dell'attività intellettuale, dell'orientamento spaziale, facile
affaticamento, umore depresso e irritabilità.
Ben presto possono riscontrarsi altre condizioni quali una riduzione della massa
corporea magra con una riduzione del volume e della forza muscolare, riduzione della
pelosità corporea e alterazioni cutanee, riduzione della densità minerale
ossea con tendenza all'osteoporosi ed infine un incremento del grasso viscerale.
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2. Diagnosi
Arrivare ad una diagnosi di sindrome da deficit androgenico sulla base dei soli
sintomi clinici può essere nella gran parte dei casi estremamente complicato,
per cui il sospetto clinico va sempre supportato da valutazioni biochimiche che
confermino la presenza di un ipogonadismo:
- Dosaggio del testosterone totale e libero
- Dosaggio della Sex Hormone Binding Globuline (SHBG)
- Dosaggio di FSH, LH e Prolattina
Attualmente si considera di fondamentale importanza, nel non semplice processo diagnostico,
la combinazione di criteri clinici e biochimici, ma di recente sono stati introdotti
anche diversi questionari validati utili per lo screening, la diagnosi e la valutazione
dell'efficacia della eventuale terapia sostitutiva.
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3. Terapia
Lo scopo della terapia deve essere quello di riportare i livelli plasmatici di ormoni
nel range di normalità e soprattutto alleviare i sintomi suggestivi della
deficienza ormonale.
Obiettivi primari devono essere quello di assicurare la migliore qualità
di vita e ridurre lo stato di morbilità.
La Società Internazionale per lo Studio dell'Invecchiamento (ISSAM) ha fornito
delle linee guida per l'attuazione di una terapia ormonale sostitutiva e queste
possono essere così riassunte:
- la terapia sostitutiva va riservata ai soggetti che presentano una chiara indicazione
per questa (quadro clinico associato a parametri biochimici)
- non esistono limiti di età per tali terapie sempre se sussistono le necessarie
indicazioni e non sono presenti controindicazioni
- bisogna studiare in maniera approfondita i soggetti in cui c'è il dubbio
di un possibile ipogonadismo secondario a disfunzione ipotalamo-ipofisaria prima
di iniziare qualunque terapia sostitutiva.
Dal momento che la somministrazione orale di testosterone induce un incremento solo
transitorio del testosterone circolante con scarsi effetti clinici nel trattamento
sostitutivo androgenico sono state prese in considerazione vie alternative di somministrazione:
- Iniezione sottocutanea o intramuscolo (efficace ma spesso non gradita dal paziente)
- Cerotti transdermici (talvolta possono arrecare fastidio al paziente causando irritazioni
cutanee di entità variabile)
- Testosterone in formulazione gel (attualmente rappresenta la modalità di
somministrazione più utilizzata e più gradita dal paziente. Una applicazione
giornaliera del gel su una regione cutanea pulita ed asciutta (spalla, avambraccio,
addome) consente un rilascio continuo di testosterone nell'organismo per 18-24 ore
ed una normalizzazione duratura dei livelli di testosterone nel sangue)
Il trattamento sostitutivo con androgeni si caratterizza per la complessiva sicurezza
e scarsezza di effetti collaterali.
Controindicazioni assolute all'utilizzo di testosterone sono rappresentate da:
- Carcinoma della prostata
- Eritrocitosi
- Apnee notturne
- Carcinoma della mammella maschile
All'inizio del trattamento è indicata l'esecuzione di analisi del sangue
per valutare i livelli di PSA e dell'indice ematocrito, nonché una esplorazione
rettale. È necessario quantificare l'intensità dei sintomi ostruttivi
urinari mediante questionari validati (IPSS) ed escludere nella raccolta dell'anamnesi
una precedente storia clinica di apnea notturna.
Una volta iniziata la terapia sostitutiva è indicata una prima visita di
controllo al primo o al secondo mese onde valutare l'efficacia del trattamento e
prendere in considerazione eventuali aggiustamenti di disaggio. Successivamente
i controlli clinici vanno eseguiti a distanza di 3-6 mesi per il primo anno e per
tutti gli anni successivi.
Ogni controllo deve prevedere nuovamente il dosaggio plasmatico del PSA, dell'ematocrito
e l'esecuzione di una esplorazione rettale.
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