Disturbi dell'eiaculazione

Legenda
  1. Definizione
  2. Eiaculazione precoce
  3. Eiaculazione ritardata e aneiaculazione
  4. Eiaculazione reatrograda

1. Definizione

I disturbi dell'eiaculazione comprendono l'eiaculazione precoce, l'eiaculazione retrograda, l'eiaculazione ritardata e l'aneiaculazione (assenza di eiaculazione).

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2. Eiaculazione precoce

L'eiaculazione precoce, il più frequente disturbo dell'eiaculazione, è definita come l'eiaculazione persistente o ricorrente con minima stimolazione prima, durante o immediatamente dopo la penetrazione e prima che la persona lo desideri. Nella maggior parte dei casi si tratta di un problema psicogeno legato soprattutto all'ansia, in particolare all'ansia da prestazione (la paura di non essere in grado di soddisfare la partner), ma vi sono condizioni anatomiche (frenulo breve, ipersensibilità del glande) e malattie (prostatiti) che possono esserne la causa.

Diagnosi

La diagnosi si avvale essenzialmente del colloquio col paziente e di un'accurata anamnesi sessuologica e farmacologica, è inoltre necessario un'esame clinico accurato dell'apparato genitale. La misura del tempo che intercorre tra la penetrazione vaginale e l'eiaculazione (IELT: Intravaginal Ejaculatory Latency Time) può essere utilizzato come strumento di valutazione oggettiva dei soggetti con eiaculazione precoce. Inoltre, possono essere effettuati dei test (Biotesiometria, Viricare) in grado di verificare eventuali alterazioni della sensibilità peniena dovuti a disfunzioni della conduzione nervosa.

Terapia

La terapia è tesa a correggere le cause predisponenti (frenuloplastica in caso di frenulo breve, terapia delle prostatiti) ove necessario e si avvale di tecniche comportamentali basate sul controllo dell'ansia e su terapie di coppia. È possibile una terapia farmacologia tramite pomate anestetiche o preservativi con anestetici locali. Alcuni farmaci antidepressivi (clomipramina, fluoxetina, paroxetina) possono essere utilizzati in quanto inibiscono a livello centrale il meccanismo eiaculatorio.
Anche il sildenafil ha dimostrato una buona efficacia nel prolungare la latenza eiaculatoria.

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3. Eiaculazione ritardata e aneiaculazione

È definita come persistente o ricorrente ritardo, o assenza dell'orgasmo, dopo una stimolazione sessuale adeguata per localizzazione, intensità e durata. Può presentarsi in grado variabile dalla necessità di un coito eccessivamente lungo ed energico per ottenere l'eiaculazione all'aneiaculazione completa.
Nella maggior parte dei casi l'origine del disturbo è psichica e da ricollegarsi all'ansia da prestazione, al timore del concepimento o ad avvenimenti traumatici associati al sesso.
Comunque molte condizioni organiche possono essere causa di ritardo eiaculatorio, in particolare la sclerosi multipla, il diabete, il morbo di Parkinson, alcuni farmaci (antidepressivi) e droghe.

Diagnosi

È basata sull'anamnesi patologica e farmacologica e sul colloquio col paziente; è sempre necessaria un'accurata visita medica generale per escludere patologie predisponenti.

Terapia

È innanzitutto volta a rimuovere le cause psicologiche (più frequenti) tramite una terapia psicosessuologica di coppia. La terapia delle affezioni predisponenti è, naturalmente, da attuare il più presto possibile. Nei casi resistenti e in quelli in cui l'infertilità associata impedisca il concepimento si può attuare una eiaculazione assistita con stimolazione manuale, vibratoria e elettrica.

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4. Eiaculazione reatrograda

È una particolare condizione secondaria all'uso di farmaci, ad interventi chirurgici che ledono lo sfintere uretrale liscio o a processi traumatici o degenerativi nervosi. In questi casi lo sperma viene emesso in vescica dando la sensazione di una aneiaculazione (eiaculazione "secca"), in seguito il liquido seminale verrà emesso con le prime urine dopo il coito.

Terapia

Consiste nella rimozione/sostituzione dei farmaci (alfa-litici, antidepressivi, etc.) che sono causa della condizione e nella terapia delle malattie associate.

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