Disfunzione Erettile

Legenda
  1. Definizione
  2. Diagnosi
  3. Terapia

1. Definizione

La disfunzione erettile (DE) viene definita come la persistente incapacità ad ottenere e/o mantenere un'erezione sufficiente a permettere un rapporto sessuale soddisfacente.
La disfunzione erettile rappresenta un problema estremamente comune: si stima che oltre 40 milioni di persone nel Mondo Occidentale soffrano di questo disturbo. La frequenza di DE cresce all'aumentare dell'età. Si è evidenziato, infatti, che tale disfunzione interessa il 5% degli uomini al di sopra dei 40 anni, il 10% di quelli che hanno superato i 60 ed il 20% di quelli intorno ai 70.

Dagli studi epidemiologici sono emersi una serie di fattori di rischio in grado di favorire l'insorgenza della DE:

  • età avanzata
  • Fumo
  • Ipertensione
  • Alcool
  • Diabete
  • Ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia
  • Farmaci (antipertensivi, antipsicotici, antidepressivi, antiandrogeni)
  • Chirurgia pelvica (in particolare la prostatectomia radicale)
  • Traumi midollari

In base a quanto detto, la DE può essere classificata in base all'eziologia in:

  • Disfunzione erettile organica (vasculogenica, neurogena, anatomica e endocrinologica) in cui è possibile evidenziare una patologia alla base del disturbo.
  • Disfunzione erettile psicogena in cui una causa organica non è dimostrabile.
  • Disfunzione erettile mista: di gran lunga la forma più frequente, in cui si sovrappongono fattori organici e psicogeni.

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2. Diagnosi

La fase diagnostica ha lo scopo di individuare i fattori di rischio e le eventuali patologie che possono determinare l'insorgenza di DE. Il protocollo diagnostico prevede:

  • accurata anamnesi generale e sessuale, con compilazione di questionari che indagano la funzione sessuale (IIEF)
  • esame clinico generale e genitale
  • esami ematochimici (Colesterolo, Trigliceridi, glicemia) e ormonali (testosterone, DHT, prolattina, LH, FSH, estradiolo)
  • monitoraggio delle erezioni notturne con apparecchio Rigiscan in special modo nei pazienti giovani
  • ecocolor doppler penieno dinamico con stimolo alla PGE1 per la valutazione dell'integrità del sistema vascolare penieno

In casi selezionati sono indicati esami più complessi e invasivi quali la cavernosometria/cavernosografia e test neurofisiologici.

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3. Terapia

Per il trattamento della disfunzione erettile ci si può avvalere di tre linee di terapia:

  • Terapia di prima linea: farmacoterapia orale con Inibitori della 5-fosfodiesterasi
  • Terapia di seconda linea: farmacoterapia iniettiva intracavernosa
  • Terapia di terza linea: impianto protesi peniena

Pertanto è possibile avere un approccio terapeutico progressivo, che consente di personalizzare la terapia del singolo paziente in funzione del tipo e del grado di disfunzione erettile riferita.

Inibitori della 5-fosfodiesterasi (PDE5)

Attualmente i farmaci orali rappresentano la prima scelta nel trattamento della disfunzione erettile di tipo organico e spesso sono usati come terapia di supporto nella DE psicogena. Questi farmaci possono essere assunti al bisogno prima di un rapporto sessuale o, come ormai più frequentemente avviene, con intento riabilitativo, tre volte a settimana in maniera totalmente indipendente dall'attività sessuale. Le molecole attualmente disponibili sono:

  • Sildenafil: va assunto 30-60 minuti prima del rapporto a stomaco vuoto. Si è dimostrato efficace anche in pazienti con grave vasculopatia e/o diabete
  • Vardenafil: simile ma più potente e selettivo del sildenafil, il suo assorbimento è poco influenzato dal cibo, va assunto circa 20-50 minuti prima del rapporto
  • Tadalafil: più specifico per la PDE5 ha una lunga durata d'azione che può arrivare a 48 ore, il suo assorbimento non è influenzato dal cibo

Tutti e tre questi farmaci si sono dimostrati particolarmente efficaci e hanno mostrato un ottimo profilo di tollerabilità. I più comuni eventi avversi verificatisi dopo assunzione di questi farmaci sono rappresentati da cefalea, dispepsia, arrossamento, tutti effetti che comunque tendono ad attenuarsi con le successive somministrazioni. A causa del loro effetto ipotensivante, gli inibitori della PDE 5 sono assolutamente controindicati nei pazienti in terapia con nitroderivati.

Farmaco terapia intracavernosa (F.I.C.)

Nei casi resistenti ai farmaci orali (circa il 20% dei pazienti) si può intraprendere una terapia iniettiva intracavernosa con prostaglandina E1 (PGE1), un potente vasodilatatore che è in grado di indurre dopo circa 10 minuti dalla somministrazione un'erezione che si protrae per 2-3 ore. Una volta stabilito il dosaggio efficace sotto stretta sorveglianza del medico, il paziente potrà effettuare autonomamente le iniezioni prima di iniziare l'attività sessuale. Tale terapia è controindicata nei pazienti con elevato rischio di sviluppare priapismo (anemia falciforme, mielosa multiplo, leucemie).
La PGE1 può, in alternativa, essere somministrata direttamente nel canale uretrale tramite un dispositivo noto come MUSE (Medicated Urethral System for Erection).

Impianto protesi peniena

L'impianto di protesi peniena rappresenta l'ultima possibilità terapeutica per i soggetti affetti da disfunzione erettile. Attualmente trova indicazione nei pazienti non responders alla terapia medica, nei pazienti con fibrosi dei corpi cavernosi e nei pazienti che non accettano trattamenti conservativi. Le protesi peniene attualmente disponibili, si distinguono in semirigide (malleabili) e idrauliche (monocomponenti, bicomponenti e tricomponenti). La scelta della protesi da impiantare dipende da diversi fattori quali l'età del paziente, le dimensioni del pene, la presenza di fibrosi dei corpi cavernosi, il costo e le preferenze del paziente stesso. Le più importanti complicanze, peraltro non frequenti, sono rappresentate da infezione, danneggiamento delle strutture vicine da parte della protesi e rottura meccanica della protesi (10-20% a 5 anni) ma che deve essere considerata irreversibile. Il grado di soddisfazione dei pazienti a seguito di tale intervento è apparsa particolarmente elevata (80% circa).

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